Dedicata a te che sai.
martedì 18 marzo 2008
lunedì 17 marzo 2008
16 marzo 2008
Tanta gente, di tutto di più: giovani, vecchi, fidanzati per mano, bambini (grandi, medi, small, extra-small), carrozzine, cani con la pettorina della maratona. Un entusiasmo che mi ricordo di aver sentito nell’aria solo durante il cammino di Santiago. Così è partita la Run4Fun la maratona dei dilettanti allo sbaraglio. Alle partenza soffri per il primo chilometro. Devi fare i conti con chi non è ancora entrato nello spirito agonistico e passeggia e poi con la massa di gente che fa da “tappo”. Poi, quando hai scartato le persone, quando hai fatto lo slalom, rallentando, accelerando, saltando sul marciapiede, zigzagando alle volte rasentando le barriere di protezione (facendo attenzione ai bambini sotto il metro), finalmente spazio, aria. Si corre molto in salita, piccole discese e poi nuovamente in salita fino al traguardo vicino al Colosseo. La salita del laghetto di Villa Panphilii è stato un utile campo scuola.
L'arrivo è entusiasmante. Arrivo con un po’ di batticuore (per la salita e perché comunque ho corso più veloce del normale), ma felice. Al traguardo distribuiscono bottiglie d'acqua, gatorade e frutta fresca.
Con gli amici con cui sono andato decidiamo di attendere l’arrivo degli atleti della vera maratona. Dopo due ore e pochi minuti vediamo sfrecciare un atleta di colore, corre come se avesse appena iniziato, senza fatica nelle gambe, senza barcollare, un vero ghepardo. E’ il kenyota Jonathan Yego Kipto che chiude la sua gara in 2h0958’’. Impressionante la falcata. Jonathan è seguito a ruota dal connazionale Philip Kimutai Sanga a cui ha rubato quattro secondi. Dopo oltre un'ora giunge Richard Whitehead, con delle protesi al posto delle gambe. Procede oscillando a destra e a sinistra. Sembra quasi stia per cadere. In realtà Richard è privo anche delle ginocchia e peer questo corre in modo ondulatorio. Provo un'ammirazione infinita.
Un ringraziamento va a Carmine e – soprattutto - a Hedi che mi ha convinto ad iscrivermi alla gara. Grazie ragazzi, adesso ci aspettano altri e più impegnativi traguardi.
domenica 16 marzo 2008
venerdì 14 marzo 2008
Maratona di Roma
Camminare consente di percepire la realtà con tutti i sensi, di farne pienamente esperienza lasciando all'uomo l'iniziativa. Non privilegia unicamente lo sguardo, a differenza del treno o dell'auto, che istituiscono la distanza dal mondo e la passività del corpo. Si cammina per nessun motivo, per il piacere di gustare il tempo che passa, di concedersi ua deviazione per meglio ritrovarsi alla fine del cammino, per scoprire luoghi e volti sconosciuti, per aumentare la conoscenza corporea di un mondo inesauribile di sensi e sensorialità; o anche, semplicemente, per rispondere all'invito della strada. Camminare è un modo tranquillo per reinventare il tempo e lo spazio. Prevede uno stato d'animo, una lieta umiltà davanti al mondo, un'indifferenza alla tecnica e ai moderni mezzi di trasporto o, quantomeno, un senso della relatività delle cose. Fa nascere l'amore per la semplicità, per la lenta fruizione del tempo.
(David Le Breton, "Il mondo a piedi. Elogio alla marcia")
On Air: David Dowie - Hero
giovedì 13 marzo 2008
Fantasmi
Pensavo che fossero spariti. Lasciati in un mondo che non è più il mio. Quasi una dimensione parallela. A volte invece ritornano, senza bussare, senza temere di essere invadenti. Così. Spalancando la porta della tua vita nello stesso modo, con la stessa foga con cui avevano sbattuto la porta quel giorno in cui partirono. Loro, pieni del proprio ego, non hanno la ben che minima idea di ciò che fanno (oppure ce l'hanno). Non hanno la buona creanza di suonare il campanello o di bussare e chiedere: "E' permesso?"
La vita come un film in cui provi una scena e - se ti viene male - puoi sempre rifarla da capo. Ciak seconda! Motore, azione! Noi italiani siamo così. Continuiamo a pensare che le nostre azioni non abbiano delle conseguenze. Non in Germania dove anche la lingua è fortemente permeata del rigore protestante. Basti pensare alla parola debito, in tedesco: der Schuld. Già, però la stessa parola ha anche un secondo signficato. Der Schuld = la colpa e der Schuld = il debito. Il debito, la colpa. Il debitore è colpevole sinché non restituisce il denaro che ha preso a prestito. In italiano al massimo il debitore è colui che deve (per non dire che è furbo). Di senso di colpa neppure a parlarne. Mi piacciono i tedeschi, mi piace il fatto che il debito rimane debito (o dovrei dire rimane la colpa).
Ciò che fai resta. Come per un cd masterizzabile. Ciò che ci metti sopra resta. Se sbagli devi buttarlo via e usarne uno nuovo.
Certo, esiste il perdono, ma deve essere associato alla capacità di chi sbaglia di chiederlo e di riconoscere la propria responsabilità. Il perdono non cancella la colpa, la "ripara". Come la c.d. memoria della pelle in caso di scottature estive.
Se ti ustioni sotto il sole, diventi rosso (o viola). Poi ti spelli. Poi lo strato sottostante si riforma. Rinasce, apparentemente uguale alla pelle di prima. Non è così, lo scoprirai solo l'estate dopo. Ti brucerai nuovamente sempre nello stesso punto. Anno dopo anno.
On Air: Caetano Veloso - Cucuruccu
La vita come un film in cui provi una scena e - se ti viene male - puoi sempre rifarla da capo. Ciak seconda! Motore, azione! Noi italiani siamo così. Continuiamo a pensare che le nostre azioni non abbiano delle conseguenze. Non in Germania dove anche la lingua è fortemente permeata del rigore protestante. Basti pensare alla parola debito, in tedesco: der Schuld. Già, però la stessa parola ha anche un secondo signficato. Der Schuld = la colpa e der Schuld = il debito. Il debito, la colpa. Il debitore è colpevole sinché non restituisce il denaro che ha preso a prestito. In italiano al massimo il debitore è colui che deve (per non dire che è furbo). Di senso di colpa neppure a parlarne. Mi piacciono i tedeschi, mi piace il fatto che il debito rimane debito (o dovrei dire rimane la colpa).
Ciò che fai resta. Come per un cd masterizzabile. Ciò che ci metti sopra resta. Se sbagli devi buttarlo via e usarne uno nuovo.
Certo, esiste il perdono, ma deve essere associato alla capacità di chi sbaglia di chiederlo e di riconoscere la propria responsabilità. Il perdono non cancella la colpa, la "ripara". Come la c.d. memoria della pelle in caso di scottature estive.
Se ti ustioni sotto il sole, diventi rosso (o viola). Poi ti spelli. Poi lo strato sottostante si riforma. Rinasce, apparentemente uguale alla pelle di prima. Non è così, lo scoprirai solo l'estate dopo. Ti brucerai nuovamente sempre nello stesso punto. Anno dopo anno.
On Air: Caetano Veloso - Cucuruccu
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amore e botanica
mercoledì 12 marzo 2008
Shadow Playing.
"Chi non è dalla mia parte, stia alla larga". Un piccolo adulto questo bambino di Wawa Dam.
On Air: Pat Metheny - Last Train Home
mercoledì 5 marzo 2008
martedì 4 marzo 2008
Hiding Tears.
Riprendiamoci la gioia che avevamo una volta nel fare i piccoli gesti quotidiani.
On Air: Ryuichy Sakamoto - Merry Christmas Mr. Lawrence
lunedì 3 marzo 2008
Help me! My Jogging/Blogging Playlist
E’ di pochi mesi fa la notizia per cui alla maratona di New York non sarà più consentito far uso di auricolare e iPod. Il fatto è, scrive il New York Times, che da quest'anno la Usa Track & Field, la massima autorità in materia di gare, ha proibito per motivi di sicurezza l'utilizzo di cuffie, iPod e qualunque altro lettore di musica nelle maratone di tutti gli Stati Uniti: i corridori devono essere in grado di udire le direttive gridate da bordo pista e comunque non devono avere alcun vantaggio rispetto ai loro avversari. Insomma, l'mp3 è una sorta di doping.
La musica come una droga che influisce sul sistema nervoso centrale dando un effetto di benessere e attenuando la fatica. Teoria sulla quale si basa anche la musicoterapia. Io vorrei continuare a “drogarmi” mentre corro ed è per questo che propongo agli amici bloggers questa iniziativa interattiva.Vorrei mettere su una compilation (almeno 70 minuti) di musica adatta per correre. Avreste voglia di aiutarmi? Che musica? Tutta, sono onnivoro. Ma N.B. La compilation YoungToBeTang dovrebbe essere costituita da pezzi che danno la carica a chi, alle sette del mattino, darebbe un braccio per essere ancora tra le braccia di Morfeo (quindi per favore niente Yestarday o Let It Be). I brani possono essere suggeriti dai blogger sia tra i commenti o, se preferite, inviando al sottoscritto una mail. Avevo pensato poi di inserirli sul mio iPod non con il titolo del brano, ma sotto il nick dell’amico blogger che lo ha suggerito.
La musica come una droga che influisce sul sistema nervoso centrale dando un effetto di benessere e attenuando la fatica. Teoria sulla quale si basa anche la musicoterapia. Io vorrei continuare a “drogarmi” mentre corro ed è per questo che propongo agli amici bloggers questa iniziativa interattiva.Vorrei mettere su una compilation (almeno 70 minuti) di musica adatta per correre. Avreste voglia di aiutarmi? Che musica? Tutta, sono onnivoro. Ma N.B. La compilation YoungToBeTang dovrebbe essere costituita da pezzi che danno la carica a chi, alle sette del mattino, darebbe un braccio per essere ancora tra le braccia di Morfeo (quindi per favore niente Yestarday o Let It Be). I brani possono essere suggeriti dai blogger sia tra i commenti o, se preferite, inviando al sottoscritto una mail. Avevo pensato poi di inserirli sul mio iPod non con il titolo del brano, ma sotto il nick dell’amico blogger che lo ha suggerito.
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